
Annamaria Poli is an Italian researcher in the field of cinema, photography, radio, television and digital media, and a lecturer in Cinema and Visual Arts on the Master’s degree programme in Education at the “Riccardo Massa” Department of Human Sciences for Education at the University of Milan-Bicocca. She holds a PhD in Bioengineering specialising in visual impairments with a focus on overcoming visual-perceptual barriers. Architect, visual communication designer and photographer, she has curated exhibitions at: the Palazzo dell’Arte – La Triennale di Milano (2002–2007), the Castello Sforzesco (1994) in Milan, the Museum of Contemporary History in Milan (1995) for the Touring Club and the City of Milan, and at the Palazzo delle Belle Arti (2009) in Buenos Aires, Argentina. As scientific director of the project Festival “Il diritto di essere bambini”, she organisesand realizes the annual Festival events for the “Riccardo Massa” Department of Human Sciences for Education. She utilises the artistic language of cinema to promote a culture of human rights and peace. She conducts experimental research into the use of cinema and digital media in educational contexts, with a particular focus on cinema as an inclusive art, interdisciplinary artistic resource in educational and teaching contexts. The topics on which he has been working for years also concern the dissemination and promotion of the historical and cultural heritage of cinema, and he collaborates with the Gran Festival Cinema Muto in Milano, organising film concerts at the University of Milan-Bicocca. Starting with early cinema, he teaches cinematic language, the use of colour and technique throughout its historical evolution. She has published essays and articles on these topics in national and international journals. Main areas of research: interdisciplinary teaching and learning through the use of the art of cinema; education on humanity’s intangible historical and cultural heritage; and cinema in schools as an inclusive resource for a culture of peace, rights and against violence.
Annamaria Poli è ricercatrice italiana nel settore Cinema, fotografia, radio, televisione e media digitali e docente di Cinema e Arti visive al corso di Laurea Magistrale in Linguaggi Artistici per la Formazione del Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo-Massa” del’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Dottore di ricerca in Bioingegneria nell’ambito delle disabilità visive per il superamento delle barriere visuo-percettive. Architetto, visual communication designer e fotografa, ha curato mostre presso il Palazzo dell’Arte La Triennale di Milano (2002-2007), il Castello Sforzesco (1994)di Milano Museo di Storia Contemporanea di Milano (1995) per il Touring Club Italiano e il Comune di Milano, il Palazzo delle Belle Arti (2009) di Buenos Aires, Argentina. Direttrice scientifica del progetto Festival “Il diritto di essere bambini”, organizza annualmente le giornate del Festival per il Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa”. Si occupa del linguaggio artistico cinematografico per promuovere una cultura dei diritti umani e della pace. Conduce ricerche sperimentali sull’uso del cinema e dei media digitali in contesti educativi, con particolare attenzione al cinema come risorsa artistica interdisciplinare inclusiva in contesti educativi e didattici. Le tematiche su cui lavora da anni riguardano anche la divulgazione e la valorizzazione del patrimonio storico e culturale della cinematografia e collabora con il Gran Festival del Muto di Milamo alla organizzazione di Cineconcerti presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca. A partire dal cinema delle origini, insegna il linguaggio cinematografico l’uso dei colori e la tecnica nella sua evoluzione storica. Su questi argomenti ha pubblicato saggi e articoli in riviste nazionali e internazionali. Principali linee di ricerca: insegnamento e apprendimento interdisciplinare attraverso l’uso dell’arte del cinema, educazione al patrimonio storico culturale immateriale dell’umanità, il cinema a scuola come risorsa inclusiva per una cultura della pace e dei diritti e contro la violenza.
